Ieri siamo andati all’Orio Center alla ricerca del Nokia N95 e…
Sorpresa, il centro commerciale ospitava una bellissima mostra di “Cracking Art”!


L’Oriocenter di Orio al Serio (Bergamo), infatti, ospita a partire dal 28 giugno e fino ad ottobre una “mostra bestiale” di Cracking Art. Gli artisti che aderiscono a questo stile di pensiero sono fautori di una nuova filosofia delle materie che trova nel petrolio/plastica il mezzo di espressione più idoneo alla loro creatività.
L’utilizzo e lo sfruttamento del greggio necessita di un procedimento petrolchimico denominato “cracking”, dal quale il movimento prende nome, che ha lo scopo di trasformare il greggio (materia naturale) in un magma (artificiale) sintetico dal quale nascono idrocarburi, fibre tessili, prodotti cosmetici e farmaceutici, monomeri e polimeri che danno origine alle materie plastiche. Il gruppo Cracking Art viene teorizzato e fondato dal biellese Omar Ronda, e comprende altri sei artisti europei: il francese Alex Angi, i belgi William Sweetlove e Carlo Rizzetti, il cremonese Renzo Nucara, i biellesi Marco Veronese e Kicco. Il movimento è ormai noto in campo internazionale per le numerose installazioni a tutela dell’ ambiente realizzate con forme in plastica riciclata di animali a rischio di estinzione.

All’Oriocenter viene esposta la più grande mostra europea come numero di pezzi: duecento coccodrilli, seicentocinquanta delfini, cinquecento uccelli, duecento tartarughe, cento pinguini, cento orsi, cinquanta montoni e dieci cani. Non dunque una galleria d’arte, ma un centro commerciale in movimento, così come lo sono i suoi visitatori, così come in continuo rinnovo è la Cracking Art, perché la plastica non muore ma si trasforma.
A mostra conclusa, alcune sculture verranno vendute nel corso di un’asta che si terrà all’interno di Oriocenter e il cui ricavato sarà devoluto ad un’associazione umanitaria, si pensa alla Fondazione Ezio Greggio, che prende il nome dal noto attore comico appassionato di Cracking Art.